Concorso Nazionale: Camera picta. Dipingere il cielo, L´arte nei luoghi di lavoro.
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La Direzione generale per i Beni Architettonici e Paesaggistici del MiBAC ha indetto un concorso nazionale dal titolo Camera picta. Dipingere il cielo, L´arte nei luoghi di lavoro.
Nel Complesso monumentale del San Michele, a Roma, sono state inaugurate le opere eseguite dai tre vincitori - Elisa Sasso (Accademia di Brera, Milano), Pietro Pintadu (Accademia di Sassari), Andrea La Rocca (Accademia di Urbino) - che nella fase finale del concorso hanno superato altri trenta artisti scelti tra gli studenti dalle Accademie di Belle Arti italiane.
Il concorso Camera Picta ha offerto opportunità di crescita agli artisti in erba delle Accademie italiane: sono state selezionate e da loro stessi realizzate quelle opere che meglio hanno saputo re-interpretare il rapporto tra spazi architettonici storici e soluzioni tecnologiche per i luoghi di lavoro, in particolare i controsoffitti degli uffici della Direzione Generale per i Beni Architettonici e Paesaggistici del MiBAC.
Le opere sono state inaugurate il 19 dicembre 2006 da Roberto Cecchi, direttore generale per i beni architettonici e il paesaggio, Pio Baldi, direttore generale per l´architettura e l´arte contemporanee, Fernando De Filippi, direttore dell´Accademia di Belle Arti Brera di Milano, Umberto Palestini, direttore dell´Accademia di Belle Arti di Urbino e da Nicola Maria Martino, direttore dell´Accademia di Belle Arti di Sassari.
DOPPIA SELEZIONE NAZIONALE I giovani artisti hanno dovuto superare una doppia selezione: la prima, affidata alle Accademie di Belle Arti, ha permesso di individuare all´interno di ciascuna non più di due studenti, fra i più meritevoli. I finalisti hanno poi presentato una proposta pittorica alla giuria che, scegliendo le più efficaci, ha aperto la strada a tre artisti per la trasposizione del bozzetto sui controsoffitti degli uffici ministeriali ospitati nel settecentesco ex Istituto Apostolico San Michele, di fronte all´Aventino.
LA GIURIA - La scelta fra i trentuno lavori finalisti si è presentata più impegnativa del previsto per la qualità delle interpretazioni date dai partecipanti ai temi dell´arte nei luoghi di lavoro e del contesto culturale imposto dal San Michele. Cionondimeno, il riconoscimento per i tre vincitori è stato unanime. Altri sei lavori sono stati giudicati degni di menzione.
La giuria ha potuto contare sul parere di cinque esperti: Roberto Cecchi, Direttore Generale per i Beni Architettonici e Paesaggistici del MiBAC; Pio Baldi, Direttore Generale per l´Architettura e l´Arte Contemporanee del MiBAC; Elisa Silva, esperta di didattica dell´arte, American Academy in Rome; Valerio Dehò, critico d´arte e docente di estetica, Accademia di Belle Arti di Sassari; Marco Di Capua, critico d´arte e docente di Storia dell´Arte Contemporanea, Accademia di Belle Arti di Napoli.
VERSO una 2a EDIZIONE DI CAMERA PICTA - L´architetto Roberto Cecchi, Direttore Generale per i beni architettonici e paesaggistici, inaugurando le opere realizzate dai vincitori del concorso, ha definito "particolarmente piacevole vedere i giovani artisti al lavoro, osservare da vicino la fisicità del gesto pittorico, percepire i loro differenti approcci."
"La quantità di reazioni positive e di inviti a trasformare l´esperimento in modello - ha proseguito Cecchi - hanno creato un´atmosfera incoraggiante intorno a Camera Picta e ci spingono a verificare le condizioni per l´ avvio di una seconda edizione".
IL DIALOGO FRA ARTE E LUOGHI QUOTIDIANI - Fra gli spunti proposti da Camera Picta, Roberto Cecchi ha sottolineato quello "della qualità degli spazi destinati al lavoro. La desolazione dell´ufficio pubblico medio è impressionante, non possiamo accettarla come una fatalità. Un suggerimento può venire dai giovani: per questo abbiamo voluto promuovere con le Accademie di Belle Arti una sensibilità verso i temi della decorazione architettonica, verso il dialogo dell´arte con l´esistente e con i luoghi della quotidianità".
UN DÉJÀ VU PER IL SAN MICHELE - L´opera dei tre giovani vincitori di Camera Picta può idealmente essere collegata ad un´altra prima artistica: nel 1879 e negli anni seguenti al San Michele, edificio del XVIII° secolo che costeggia il Tevere all´altezza di Ripa Grande, debuttarono alcuni ragazzi - fra coloro che l´Istituto di Arti e Mestieri del San Michele avviava alle professioni artigiane - chiamati a rivestire di stucchi le volte dei cortili loggiati e ad affrescare le sale del primo piano.
Nel Complesso monumentale del San Michele, a Roma, sono state inaugurate le opere eseguite dai tre vincitori - Elisa Sasso (Accademia di Brera, Milano), Pietro Pintadu (Accademia di Sassari), Andrea La Rocca (Accademia di Urbino) - che nella fase finale del concorso hanno superato altri trenta artisti scelti tra gli studenti dalle Accademie di Belle Arti italiane.
Il concorso Camera Picta ha offerto opportunità di crescita agli artisti in erba delle Accademie italiane: sono state selezionate e da loro stessi realizzate quelle opere che meglio hanno saputo re-interpretare il rapporto tra spazi architettonici storici e soluzioni tecnologiche per i luoghi di lavoro, in particolare i controsoffitti degli uffici della Direzione Generale per i Beni Architettonici e Paesaggistici del MiBAC.
Le opere sono state inaugurate il 19 dicembre 2006 da Roberto Cecchi, direttore generale per i beni architettonici e il paesaggio, Pio Baldi, direttore generale per l´architettura e l´arte contemporanee, Fernando De Filippi, direttore dell´Accademia di Belle Arti Brera di Milano, Umberto Palestini, direttore dell´Accademia di Belle Arti di Urbino e da Nicola Maria Martino, direttore dell´Accademia di Belle Arti di Sassari.
DOPPIA SELEZIONE NAZIONALE I giovani artisti hanno dovuto superare una doppia selezione: la prima, affidata alle Accademie di Belle Arti, ha permesso di individuare all´interno di ciascuna non più di due studenti, fra i più meritevoli. I finalisti hanno poi presentato una proposta pittorica alla giuria che, scegliendo le più efficaci, ha aperto la strada a tre artisti per la trasposizione del bozzetto sui controsoffitti degli uffici ministeriali ospitati nel settecentesco ex Istituto Apostolico San Michele, di fronte all´Aventino.
LA GIURIA - La scelta fra i trentuno lavori finalisti si è presentata più impegnativa del previsto per la qualità delle interpretazioni date dai partecipanti ai temi dell´arte nei luoghi di lavoro e del contesto culturale imposto dal San Michele. Cionondimeno, il riconoscimento per i tre vincitori è stato unanime. Altri sei lavori sono stati giudicati degni di menzione.
La giuria ha potuto contare sul parere di cinque esperti: Roberto Cecchi, Direttore Generale per i Beni Architettonici e Paesaggistici del MiBAC; Pio Baldi, Direttore Generale per l´Architettura e l´Arte Contemporanee del MiBAC; Elisa Silva, esperta di didattica dell´arte, American Academy in Rome; Valerio Dehò, critico d´arte e docente di estetica, Accademia di Belle Arti di Sassari; Marco Di Capua, critico d´arte e docente di Storia dell´Arte Contemporanea, Accademia di Belle Arti di Napoli.
VERSO una 2a EDIZIONE DI CAMERA PICTA - L´architetto Roberto Cecchi, Direttore Generale per i beni architettonici e paesaggistici, inaugurando le opere realizzate dai vincitori del concorso, ha definito "particolarmente piacevole vedere i giovani artisti al lavoro, osservare da vicino la fisicità del gesto pittorico, percepire i loro differenti approcci."
"La quantità di reazioni positive e di inviti a trasformare l´esperimento in modello - ha proseguito Cecchi - hanno creato un´atmosfera incoraggiante intorno a Camera Picta e ci spingono a verificare le condizioni per l´ avvio di una seconda edizione".
IL DIALOGO FRA ARTE E LUOGHI QUOTIDIANI - Fra gli spunti proposti da Camera Picta, Roberto Cecchi ha sottolineato quello "della qualità degli spazi destinati al lavoro. La desolazione dell´ufficio pubblico medio è impressionante, non possiamo accettarla come una fatalità. Un suggerimento può venire dai giovani: per questo abbiamo voluto promuovere con le Accademie di Belle Arti una sensibilità verso i temi della decorazione architettonica, verso il dialogo dell´arte con l´esistente e con i luoghi della quotidianità".
UN DÉJÀ VU PER IL SAN MICHELE - L´opera dei tre giovani vincitori di Camera Picta può idealmente essere collegata ad un´altra prima artistica: nel 1879 e negli anni seguenti al San Michele, edificio del XVIII° secolo che costeggia il Tevere all´altezza di Ripa Grande, debuttarono alcuni ragazzi - fra coloro che l´Istituto di Arti e Mestieri del San Michele avviava alle professioni artigiane - chiamati a rivestire di stucchi le volte dei cortili loggiati e ad affrescare le sale del primo piano.
Pubblicato il: 18/06/2009
