PER UNA CAMPAGNA DI PREVENZIONE DEL RISCHIO SISMICO - Direzione Generale PaBAAC
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PER UNA CAMPAGNA DI PREVENZIONE DEL RISCHIO SISMICO

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Il terremoto che ha devastato l'Aquila ha inferto colpi durissimi al patrimonio architettonico e storico-artistico: ora la prevenzione dal rischio sismico deve diventare la parola d'ordine di ogni attività preordinata alla tutela dei beni culturali. E' l'impegno emerso da tutti gli interventi della tavola rotonda Rischio sismico e patrimonio culturale, organizzata il 16 aprile dall'Ordine degli Architetti di Roma e dalla Direzione generale BASAE.

A 20 mesi dalla scadenza prevista per un compiuto monitoraggio della vulnerabilità sismica del patrimonio culturale, alla Casa dell'Architettura di Roma sono convenuti oltre 400 professionisti, attivi nel mondo professionale come nelle istituzioni pubbliche. Vivo apprezzamento per l'iniziativa è stato manifestato dal Comune di Roma, rappresentato dall'assessore all'ambiente Fabio De Lillo.

“Per una campagna di prevenzione – ha affermato Roberto Cecchi, direttore generale Basae - lo strumento normativo è ormai pronto: le Linee guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico sono state recepite dalla Direttiva del Presidente del consiglio dei Ministri del 12 ottobre 2007 (pubblicata sul supplemento ordinario n. 24 della Gazzetta ufficiale n. 25 del 29 gennaio 2008).” Ora, per mettere in sicurezza tutto il patrimonio, servono almeno dieci anni; è quindi fondamentale pianificare meticolosamente e passare poi alla realizzazione degli interventi.
“Le Linee Guida sono una novità” ha continuato Cecchi. “Fino a qualche anno fa gli ingegneri utilizzavano norme legate ai lavori pubblici, per cui – sostanzialmente - si interveniva sul nostro patrimonio culturale come si interviene per l’edilizia tradizionale. Creando delle situazioni di reale pericolo, oltre che di perdita di contesto del patrimonio culturale”.

Due i temi affrontati dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 ottobre 2007: un primo tema è quello della valutazione a scala territoriale del rischio cui è soggetto il patrimonio nel nostro paese, per poter programmare gli interventi di miglioramento e di riduzione della vulnerabilità. L’altro aspetto approndito dalle Linee Guida – ricorda Sergio Lagomarsino, ordinario di Tecnica delle Costruzioni all’Università di Genova – “è come analizzare e progettare gli interventi sulla singola costruzione. E lì, rispetto al passato, c’è una maggior attenzione al ruolo dell’analisi strutturale, del calcolo, della risposta.”

Secondo Paolo Faccio, docente di restauro allo Iuav di Venezia, “la novità più importante della Direttiva è che non vi è nessuna novità: tutti i trattati storici parlano sempre dell’aspetto del terremoto e danno delle prescrizioni progettuali e costruttive molto semplici. Se noi leggiamo Palladio, per esempio, ci sono prescrizioni costruttive che possono essere tranquillamente trasferite alle costruzioni antisismiche di oggi. E l’esistente, se non troppo compromesso, dà delle risposte significative”.

L’impegno per la prevenzione del rischio sismico ha trovato un significativo riconoscimento presso il Consiglio superiore dei beni culturali che, lo scorso 23 aprile ha proposto al ministro Bondi di ''dare attuazione al piano di verifica sismica del patrimonio culturale dell'intero territorio nazionale a partire dagli edifici di proprietà pubblica'' gestiti dal ministero.” In una mozione approvata all'unanimità, il parlamentino del Mibac presieduto dall'archeologo Andrea Carandini, ha fatto notare che dopo l'ordinanza del 2003 con la quale la Presidenza del Consiglio imponeva la verifica sismica degli obiettivi strategici e di quelli rilevanti, il Ministero per i beni culturali insieme con la Protezione civile ha messo a punto gli strumenti, ovvero le linee di indirizzo, per intervenire sul patrimonio culturale.
Ora si deve partire con un’attività sistematica, secondo gli esperti del Consiglio superiore; che suggeriscono al Ministro per i beni culturali “di usare i fondi disponibili per gli interventi di restauro, destinando alla verifica il cinque per cento dell'importo della programmazione dei lavori pubblici prevista per il 2009".