CASTEL S. ANGELO, LE STANZE DEL PAPA RIAPERTE DOPO IL RESTAURO - Direzione Generale PaBAAC
Sei in: » Home » Cerca » CASTEL S. ANGELO, LE STANZE DEL PAPA R ...

CASTEL S. ANGELO, LE STANZE DEL PAPA RIAPERTE DOPO IL RESTAURO

Luogo: Roma
Data: il 15 ottobre 2008 



Roma, Castel Sant'Angelo, particolare della Sala festoni
Roma, Castel Sant'Angelo, particolare della Sala festoni
(ANSA) - ROMA, 15 OTT - Le due sale, che papa Paolo III usava come camerini privati, come si intende da una certa libertà nell'apparato decorativo, sono state restaurate anche nei pavimenti, che erano coperti di strati di cera e vernici nei soffitti lignei e negli impianti. Ma l'obiettivo, ben più ambizioso, è l'integrale riapertura al pubblico dell'appartamento papale. In tutto 13 sale tra le quali una, quella di Amore e Psiche, è stata restaurata nel 2006 (con 110 mila euro sponsorizzati da Monte Paschi Vita), oggi aprono queste due sale (dopo un restauro da 150 mila euro finanziati con i fondi della soprintendenza) e prossimamente sarà restaurata la sala di Perseo.

Castel Sant'Angelo è ''l'emblema del Rinascimento'' ha detto intervenendo all'inaugurazione il soprintendente al Polo museale romano *Claudio Strinati, *secondo il quale la sua specificità è proprio nell'attacco del monumento moderno: l'appartamento voluto dal papa nel Rinascimento, sul monumento romano. Tra i monumenti capitolini piu' visitati dai turisti di tutto il mondo, al terzo posto dopo i Musei Vaticani e il Colosseo, Castel Sant'Angelo sara' ulteriormente valorizzato, ha spiegato Strinati, quando sara' ultimato il progetto di sistemazione delle aree esterne, che consentirà di ricreare una saldatura tra il monumento, i giardini, e il fiume''.

Consolidamento, pulitura e reintegrazione pittorica degli affreschi sono stati a cura di Patrizia Giacomazzi e Emmebi diagnostica artistica. Nella sala dell'Adrianeo spicca oggi la raffigurazione dello stesso mausoleo di Adriano e di altre ricostruzioni di fantasia di monumenti romani.

L'altra sala e'invece un trionfo di festoni con foglie e frutti, tendaggi, maschere, figure polimorfe, descrizioni letterarie in cui domina ''la visione intellettualizzata dell'antico'' di Luzio Luzi, che
nel '500 fu a capo di un consorzio di artisti.

"E' arrivato il momento - ha detto la coordinatrice del progetto e conservatore del museo Flora Bellini - che il progetto si rapporti con altri soggetti di ricerca come le universita' e gli istituti di restauro per acquistare piu' forza: ci aspettano restauri importanti, come quello della la sala Paolina e della sala della Biblioteca".

Una sorpresa per il visitatore saranno i due ''tavoli sensibili'' realizzati da Studio Azzurro in cui potrà, anche con il tatto, recuperare virtualmente i gesti del pittore di metà '500 e anche quelli della restauratrice del 2000.

Pubblicato il: 05/11/2008